La Terapia con VAC-Pressione Topica Negativa (NPWT = Negative Pressure Wound Therapy) ha un suo peculiare impiego clinico nella cura delle ferite chirurgiche e ferite chirurgiche deiscenti, cavità addominali, ferite d’arma da taglio e ustioni a spessore parziale, ecc.
Il suo principio d’azione si attua mettendo la lesione cutanea sottovuoto, applicandovi un’aspirazione che in pressione negativa oscilla in un range di 60-140 mmHg, e lavorando sinergicamente su tre azioni:
- rimozione dell’essudato eccedente (gestione dei fluidi e conseguente controllo del grado di umidità);
- asportazione di qualunque tipo di secrezione purulenta (riduzione della carica batterica e conseguente controllo dell’infezione);
- irrorazione aumentata (richiamo del flusso ematico del micro-circolo e conseguente stimolazione della neo-angio-genesi).
In sintesi, la lesione è così protetta ermeticamente nel suo ideale micro-ambiente caldo-umido al riparo da insulti esterni, quindi nella condizione ottimale per promuovere la crescita di tessuto di granulazione e favorire i fisiologici processi cellulari ricostruttivi. In tempi brevi si osserverà una riduzione sensibile del volume della lesione, parallelamente all’avvicinarsi dei lembi (promozione della riepitelizzazione).
Condizioni ideali al posizionamento della VAC-terapia con pressione topica negativa sono:
- adeguata perfusione-vascolarizzazione della lesione;
- recente debridement a ultrasuoni/curettage chirurgico;
- abbondante essudato;
- paziente collaborante.
Il trattamento consiste nel medicare la lesione zaffandola con una garza antibatterica o con una schiuma di profondità impregnata d’argento (antibatterica), successivamente viene applicato un patch costituito da un cerotto-film di poliuretano che sigilla la lesione e la medicazione stessa, da tale patch diparte un tubo che giunge direttamente all’aspiratore-apparecchio di suzione, il quale, lavorando in pressione continua o alternata, applicherà la terapia omogeneamente a tutta la lesione (legge della fisica: P = F / S).